Il miele
Piccolo mondo della cucina

Il miele

Tutto quello che c'è da sapere sulla dolce delizia dorata prodotta dalle api

Il miele è un prodotto naturale e molto amato come alternativa allo zucchero. Molti apprezzano il suo aroma intenso e caratteristico. Ma da dove viene il miele?

Cose da sapere sul miele

Il miele è un liquido giallo-dorato, utilizzato per addolcire il tè o i dolci, gustoso anche spalmato sul pane. Sicuramente saprai già che le api producono il miele dal polline, ma sai esattamente come e perché lo fanno? Scoprilo con noi!

Le api vivono di miele

Lo sapevi che le api vivono di miele? In primavera raccolgono il nettare, una sostanza zuccherina, dai fiori, che trasformano in miele. Successivamente lo conservano nel favo del loro alveare, per evitare di soffrire la fame in caso di fioriture scarse, magari dovute a un periodo di freddo anomalo. Per produrre un barattolo di miele le api operaie visitano ben oltre 2 milioni di fiori!

Ogni ape ha il suo compito

Anche nel regno delle api ci sono diversi "lavori": in primavera le api operaie si dividono e si mettono alla ricerca di fiori, volando fino a tre chilometri di distanza dall’alveare. Quando ne hanno scovato qualcuno, cominciano la discesa e assorbono il nettare dei fiori con la ligula (la proboscide delle api). Poi conservano il liquido ricco di zucchero nelle borse melarie e lo trasportano fino all'alveare.

Qui ci sono i fuchi che attendono la consegna. Prendono il nettare e se lo passano più volte tra di loro. Così lo miscelano con sostanze del loro corpo, i cosiddetti enzimi. In questo modo con il tempo si modifica la sua consistenza: da nettare diventa gradualmente un miele più denso che le api conservano nel favo. Le cellule del favo non vengono riempite completamente, di modo che il liquido continui a evaporare, così che il miele diventi ancora più denso.

Per ogni alveare c'è una regina, che si occupa della prole ed è l'unica ape a deporre le uova. Al contrario dei fuchi e delle api operaie, che vivono solo per qualche settimana o massimo qualche mese, una regina può vivere fino a 4 anni.

Come giunge il miele a noi?

Il miele che si trova nei supermercati proviene solitamente da apiari regionali: la persona che alleva per professione una colonia di api e che ottiene, lavora e distribuisce il miele raccolto, si chiama apicoltore. In Svizzera ce ne sono circa 19.500, e in media un apicoltore è proprietario di dieci colonie di api. Per proteggersi dal loro pungiglione, gli apicoltori indossano uno speciale equipaggiamento mentre lavorano. Con uno smielatore, un'apparecchiatura specifica, l'apicoltore estrapola il delizioso miele dal favo.

Che cosa contiene il miele?

Quando gli apicoltori si occupano della raccolta, utilizzano le scorte invernali delle api. Per evitare che soffrano la fame durante questo periodo, le nutrono con mangime specifico per le api o una soluzione di zucchero. E a proposito di zucchero: il miele è composto principalmente da fruttosio, glucosio e acqua. Molto tempo prima che lo zucchero semolato bianco venisse prodotto dalla barbabietola da zucchero, le persone utilizzavano già il miele per rendere più dolci le bevande e le pietanze.

Consiglio

Il miele non è solo uno sciroppo di zucchero, ma dà anche un aroma speziato e preziose sostanze vegetali naturali. Per evitare che vadano perse, non dovresti riscaldare il miele a una temperatura superiore ai 40 gradi. È meglio perciò aggiungerlo solo al tè tiepido.

Quali tipi di miele ci sono?

La differenza più importante consiste tra il miele dei fiori e il miele dei boschi: il primo è composto dal nettare di diversi fiori, mentre il secondo, dal particolare sapore speziato, dalla cosiddetta melata delle conifere. Da questi due tipi di miele derivano innumerevoli gusti, tra cui i più famosi sono:

  • Miele di colza
  • Miele di acacia
  • Miele di pino
  • Miele di abete
  • Miele di fiordaliso
  • Miele di lavanda
  • Miele di fiori d'arancio

Ma l'apicoltore come fa ad assicurarsi che il suo miele contenga quasi esclusivamente nettare di una determinata pianta? La natura delle api gioca un ruolo: sono attirate dai fiori, perciò quando trovano una buona fonte di nettare, vi rimangono. Quindi, se vengono messi in un campo di colza in fiore, succhiano il loro nettare principalmente da questo “serbatoio”. Gli apicoltori non possono garantire la completa purezza dei fiori, ma non è neanche necessaria affinché il miele che ne deriva possa essere chiamato miele di colza. È sufficiente che ne sia contenuta una percentuale tra il 60 e l'80%.

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